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May 23rd, 2007
07:51 pm - Dal diario giapponese del piccolopapero: giorno quarto (belated) Del fare lezione in pantofole
Mi sveglio un po’ nervoso, oggi devo dare la lezione inaugurale del nuovo Master in lingua Inglese all’uni di Chiba. Sono molto onorato e spero di cavarmela bene… Nn vorrei fare una figura di merda. Sembra che sia riuscito a superare i problemi di jet lag. Mi infilo i leggings e un vestitino a portafoglio in guisa di vestaglia da casa, che mi ricorda tanto quelle che indossava mia mamma negli anni 70. Odio le donne che fanno il mio lavoro e si vestono da uomini, oppure sono trascurate, i capelli senza forma, con la ricrescita o grigi. Adoro i vestitini e nn lo nascondo anche se questo mi rende difficile la vita, in un campo dominato da uomini. Mi pare che sia tutto in ordine, col mio notebook sotto il braccio prendo la metro, arrivo in uffcio dal mio amico Satoshi. Bevo un caffe’ e andiamo alla ricerca dell’aula magna. Usciamo dall’edificio e ci dirigiamo verso il centro del campus, dove ci sono le aule. Arriviamo al secondo piano di un edificio basso dove si trovano anche la biblioteca e i computer per gli studenti. L’aula magna e’ di fianco alla biblioteca e qui sorpresa: area riservata al solo uso delle pantofole! Che orrore: avevo chiesto a Satoshi se correvo questo pericolo e mi aveva assicurato di no, ma col senso pratico che lo distingue, mi pare di capire che nn avesse idea di dove fosse l’aula magna... :-/ A malincuore abbandono le mie scarpette e inforco un paio di orribili pantofole marrone, le meno peggio che riesco a trovare. Ossignore ma come si fa a mantenere la propria dignita’ personale durante una lezione se si indossano le pantofole????? Cmq eccoci qua, io in pantofole, Satoshi in pantofole, gli studenti in pantofole, e anche il mega Prof che presenta il nuovo corso e la mia lezione indossa le pantofole, dopo un po’ mi abituo all’idea, anche se mi sento una signora ciabattante al mercato.... Inizio la lezione, mi dimentico delle pantofole, cerco di guadagnare l’attenzione degli studenti , che sono facili al sonno (si raccontano leggende metropolitane sulle dormite dei giapponesi a conferenze e meetings ;-))), il tempo scorre veloce, fine, domande, ringraziamenti, scambi di biglietti da visita e salamelecchi reciproci :-) Mi pare che sia andato tutto bene, mi sento meglio, soprattutto quando posso infilare nuovamente le mie graziose scarpette :-) Current Location: Japan Current Mood: accomplished Current Music: japanese
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May 5th, 2007
11:07 pm - Dal diario giapponese del piccolopapero: giorno terzo Del jet lag
Suona la sveglia. Nn e' possibile, sto malissimo, in coma, rimango un altro po' a letto, mi scoppia la testa... Mi risveglio due ore dopo che vorrei solo infilare la testa dentro un frigorifero e tenerla li. Che nausea... Mi devo provare la lezione per domani,nn ce la faccio, mi affloscio nel letto.
Riapro gli okki, nn so quanto tempo e' passato, nn ho sentito il Ciccio, che fine ha fatto? Nn importa sto troppo di merda, che nausea, guadagno il bagno e cerco di scuotermi dal rintronamento, il Ciccio e' anche lui steso a letto, mi dice che sta male e che ha dovuto prendere la sua dose di cortisone per le urgenze, ieri ha mangiato troppo, la sua malattia nn gli consente questi stravizzi... Mi raggomitolo sul letto, mi risveglio solo alle 15, ho una fame da lupo, mi vesto di corsa, mangio e mi fiondo sul treno per l'Uni. Un po' di aria fresca nn puo' che farmi bene. Sono completamente rintontito, simulo una attivita' mentale diversa da zero con Satoshi che mi chiede l'abstract della mia lezione. Troppo per me. Scrivo 4 righe in croce confidando nel controllo ortografico di Word. Spero che domani le cose vadano meglio altrimenti nn so che figura ci faccio. Torno a casa, il Ciccio si e' ripreso nel mentre, usciamo e compriamo un po'di sandwiches giapponesi, ne andiamo pazzi, poi di nuovo a letto. Speriamo bene. Current Location: japan Current Mood: jet lagged Current Music: Japanese
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May 2nd, 2007
06:06 pm - Dal diario giapponese del piccolopapero: giorno secondo Di quando ti senti un mocio vileda
Mi sveglio pieno di energia, voglio andare vedere il palazzo imperiale e girellare per Tokio. Dopo colazione, sono andato da Mister Donut, mi vergogno da morire per questo, ma hanno il self service che mi rende le cose molto piu’ facili ;-) e inoltre la mattina ho bisogno di bere latte. Prendo il treno per Tokio station, sento il mal di testa montare, pensavo di essere immune al jet lag, cmq un mal di capa si puo’ sopportare…. Scendo dal treno e una affettuosa musichetta parte e la solita vocina femminile mi ricorda dove sono arrivato e mi ringrazia di avere viaggiato con JR railways. Guardo la carta e mi dirigo verso l’uscita sud, alla porta mi viene incontro un vento gelido e sferzante, cmq il palazzo delle Poste e’ li dove mi aspetto che sia, ok, direzione giardino imperiale, e subito mi trovo immersa nella City di Tokio, palazzi elegantissimi, head quartiers di mega famose compagnie giapponesi, Harrod’s e department stores da capogiro. Sono tutti molto eleganti, il giapponese medio, nn importa di che sesso, va in giro in completo blu, si vedono alcuni grigi o neri, ma il blu domina. Sembra che siano tutti in divisa… Ci sono pero’ delle persone elegantissime, io mi sento un mocio vileda al confronto… Mi perplime che con questo freddo boia vadano in giro con abiti cosi leggeri, primaverili, alcuni estivi e le signore indossino scarpe aperte. Io nel mentre ho sollevato il cappuccio, il mal di testa e’ diventato trapanante e il freddo e’ intenso, spero che nn piova perche’ nn gliela farei a resistere all’umidita’. Il palazzo imperiale nn e’ aperto al pubblico, e’ la sede ufficiale della famiglia imperiale, pero’ si puo’ visitare il giardino. E’ molto bello, ad un certo punto c’e’ un angolo molto zen, ;-) ponticello bambu’ e sassi in foggia differente a formare l’argine di un ruscello. E fiori fiori fiori!!! La stagione della fioritura dei ciliegi, per mia sfortuna, si e’ appena conclusa qui a Tokio, ma alcuni alberi sono rimasti in fiore. E’ incredibile come pure nel mezzo di una tale megalopoli nn si senta il traffico e sembra di stare lontano da tutto. La cosa che mi colpisce e’ la presenza di distributori di bevande in ogni angolo e di bagni a “nn pagamento”, mi conferma l’idea di un pese civilissimo: sono due punti molto importanti per me, visto che bevo come un cammello :-D Devo bere un te (giapponese ovvio!) per provare a scaldarmi e mandare via il mal di testa aberrante. Mi stupisce che la macchinetta nn mi parli, ha ragione Chupa qui ogni cosa parla! Lasciamo il giardino e andiamo ancora in giro per le strade circostanti, mi colpisce il fatto che siano piuttosto strette in confronto alle nostre, tutto e’ ordinato ed elegante ci sono edifici bellissimi, ma direi che Tokio nn si possa proprio definire una citta’ verde…. Pero’ sono fighissimi: e’ vietato fumar per strada! Che figata irraggiungibile!!!! Stiamo in giro per utto il giorno poi alle 18 vado all’uni dove mi hanno invitato per la festa di inizio semestre. Mi sollucchera l’idea del cibo e infatti nn rimango deluso: sushi a valanghe e stranezze, come un specie di cosa che mi ricorda lo zucchero fialto ma e’ ovviamente a base di pesce, snacks con riso soffiato e pesce, alghe e erbette varie. Io ho portato dei dolci tipici sardi che mi beo nel vedere venire mangiati con le bacchette, sono cose che appagano :-D Il mega prof nn pago di questo mi invita a cena in unh ristorante tipicissimo e comincia ordinare di tutto, mi fa una lezione sulla cultura gastronomica giapponese, e’ molto simpatico, mi insegna usare le bacchette in maniera decente, io sono allo stremo, ho mangiato come un orco delle cose deliziose: tempura, sogliola alla griglia, molluschi vari ed eventuali, patate dolci e tutto il possibile. A casa mi addormento di colpo. Current Location: japan Current Mood: amused Current Music: Japanese
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05:48 am - Dal diario giapponese del piccolopapero: giorno primo, sera Di quando vorresti essere in un paese di trogloditi…
Sono a pezzi, con Satoshi siamo andati un po’ in giro all’ora di pranzo, mi ha portato a Sogo, uno dei grandi magazzini piu’ estesi al mondo, cosi dicono loro…. Il reparto alimentare e’ comunque un bel colpo d’okkio, ci sono milioni di pietanze preparate alla maniera giapponese e mirabilmente esposte. Nn ho la piu’ pallida idea di che cibo si tratti ma e’ tutto bellissimo: Satoshi incomincia a spiegarmi un paio di cose e riconosco tra le miriadi di piatti alcuni che mi sono familiari, Sushi e affini sono la mia passione. Quindi decide che dobbiamo mangiare, io mi auguro che si fermi ad uno dei counters e compri un tipico lunchbox giapponese e invece mi invita a seguirlo fuori dal paradiso gastronomico e mi porta in un posto molto trendy per i giovani giapponesi, una catena di cui ignoro la provenienza e che cmq si chiama “Pronto” vi lascio solo immaginare il cibo che servono e soprattutto il mio disappunto :-/ Anyway, nn ho molta fame prendo un sandwich e scopro ancora un paio di caratteristiche che mi fanno pensare che quello dove mi trovo sia un paese incredibilmente civile e che incute un profondo rispetto: l’acqua e’ servita sempre e nn si paga!!! Un paradiso per me che vivendo in Germania e bevendo solo acqua nn gassata devo combattere spessissimo delle battaglie per ottenerne un bicchiere pagandola delle cifre spropositate!!! Nn solo, ad ogni pasto viene servita una salvietta umidificata, il piu’ delle volte calda e in spugna! E tovagliolini di carta sono piacevolmente presenti al tavolo ad uso e consumo di chi ne abbia bisogno, che goduria! Qui devo sempre chiederli e nn sempre li ottengo, persino a casa la maggior parte dei tedeschi mangia senza tovaglioli! Dopo la visita di un bel negozio multipiano di elettronica dove faccio mio l’adattatore tra la spina tedesca e quella giapponese e mi delizio alla vista di notebook dalle dimensioni minimissime ma dotati di tutto il possibile che sono la mia passione, finalmente ci dirigiamo verso la guesthouse che sara’ la mia “casa” a Chiba per 8 giorni. Finalmente! Primo momento di interdizione: nel microbo corridoio che fa da anticamera, c’e un gradino che va oltrepassato solo ed esclusivamente con le pantofole gentilmente fornite dalla casa, e quindi con le valigie a meta’ strada e i bagagli in giro, con me che sono alla frutta dopo circa 22 ore di veglia e un volo di mezzo mondo, eccomi china a sedere per aria con la mia microba gonnellina in jeans coperta per fortuna dai leggings a levarmi gli stivali e infilare le pantofoline. Questa sara’ una costante di questo viaggio e se ne vedranno delle belle…. La camera ‘e nuova di zecca, sembra normale a prima vista c’e’ addirittura un tavolo di foggia occidentale, cioe’ alto e al quale ci si puo’ stare seduti con normali sedie.. Ma e’ solo un’impressione, Satoshi controlla la camera (in realta’ e’ la camera di un hotel appartment che dividero’ col Ciccio che e’ venuto con me sfruttando l’occasione per un viaggio un po’ diverso dal solito) e mi fa notare un display con i tasti ovviamente indicati nella lingua del luogo, serve per il controllo dell’acqua calda, lo accende e la “cosa” ci da il benvenuto e ci ringrazia per averla accesa. Satoshi la squadra per qualche momento e poi mi indica i vari tasti che devo premere prima di utilizzare l’acqua in bagno o nel microbissimo angolo cottura. C’e’ anche la lavatrice ma mi rifiuto di sapere come funziona e soprattutto se parla, ho portato una valigiona di vestiti che pesa 18 kg, esclusi alcuni souvenir del mio scoglio natio me la cavo senza lavori domestici, nn mi interesso nemmeno al bollitore della’acqua e alla pentola cuoci riso, tutti con i tastini nella lingua del luogo: si mangera’ sempre fuori. Satoshi va via e io mi posso finalmente accasciare sul letto, mi addormento di colpo: il sonno dei giusti :-D Due ore dopo mi sveglia il Ciccio: mi dice che sono gia’ le 18.30 del pomeriggio e dovremmo cominciare a prepararci per la cena con Satoshi che e’ fissata per le 20. Io dico che ho bisogno di dormire ancora un po’ e che e’ freddo. Infatti nel mentre il riscaldamento nn ha funzionato e anche lui nn e’ “normale” e’ tutto elettronico e ha il telecomando nella lingua del luogo..ho toccato tutti i tasti ma nn ne vuole sapere….. Il Ciccio decide di farsi la doccia per primo visto il mio stato. Tempo 5 minuti e una voce femminile mi sveglia, con una frase che mi rendo conto ripete ostinatamente ogni 30 secondi. Sono completamente confuso, mi alzo, congelandomi all’istante, per inciso c’e un tempo di merda a Tokio, un freddo boia… La voce proviene dal controllo dell’acqua calda e mi dice sicuramente di fare qualcosa, e’ gentile e termina la frase con un “prego”, ma assolutamente inamovibile. Busso alla porta del bagno “Ciccio credo che ci sia un problema con l’acqua” lui mi risponde sconsolato “me ne sono reso conto, puoi affacciarti” apro la porta e lo trovo seduto sul bordo della specie di vasca che c’e’ nella specie di bagno con l’acqua della doccia che va e viene con una frequenza di 30 secondi e la voce femminile notevolmente amplificata nel minuscolo antro doccia-vasca-lavandino (questo concetto richiederebbe un post a parte…). Rimango perplesso e gli dico che provo a spegnere e riaccendere il controller magari funziona…(nn sono uno che lavora n ore della sua giornata con macchine elettroniche e computer mica per niente… ;-)) Esco e ci provo, spengo riaccendo e la voce imperterrita, mi da il benvenuto e mi chiede di fare assolutamente chi lo sa che cosa…Schiaccio tutti i pulsanti possibili ma nulla da fare, intanto il tempo passa e io ho freddissimo.. Ma accidenti, possibile che nn ci possa fare una doccia???? Incomincio a pensare tutto il male possibile della casa high-tech, preferisco essere un troglodita piuttosto che nn riuscire a lavarmi, lei, la voce, continua imperterrita ogni 30 secondi col suo messaggio… Prendo il manuale della casa, e’ tutto in giapponese, nn c’e’ un solo testo che sia riportato in un’altra lingua, che so io, greco antico, aramaico o che altro, nulla.. Cerco il manuale del controllo dell’acqua, lo sfoglio, niente di niente, quindi mi sveglio del tutto e spengo il controller: ho bisogno di pensare, la voce imperterrita nn mi aiuta. Mi ricordo che i manga si sfogliano da sinistra verso destra, forse vale anche per i manuali tecnici e finalmente vedo una pagina dove capisco qualcosa: 1, 2, 3!!! Seguo quelli che penso essere dei passi iniziali cercando sul display le corrispondenti parole che per me sono semplici simboli incomprensibili e alla fine del passo 3 la voce nn si lamenta piu’, questo e’ gia’ un risultato, apro il rubinetto dell’acqua e viene fuori calda!!! Evviva!!!! Dico al Ciccio di provare con la doccia (al peggio riempiamo la vasca con il pentolino minimo in dotazione alla casa dal rubinetto della micro cucina…) FUNZIONAAAAAAAAAAAA!! Evviva, mi sento un eroe e il Ciccio dice che sono troppo avanti! Nel mentre sono trascorsi bel 45 minuti io ho preso un freddo cane,che nn fa bene alla bronchite che mi sono portata da casa (pensavo mi fermassero alla dogana e mi mettessero in quarantena ;-)) e mi devo preparare perche’ Satoshi sara’ presto qui. Fuori piove il piovibile, sembra di essere sotto una cascata….. Current Mood: amused Current Music: Japanese
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April 27th, 2007
11:52 am - Dal diario giapponese del piccolopapero:giorno primo, mattina Di quando ti senti un troglodita.
Arrivo all'aereoporto di Tokio completamente rimbecillito dopo un volo di 14 ore complessive trascorso interamente sveglio, per me sono l'una di notte per Tokio le otto del mattino. Fortuna che viene a prendermi il mio amico Satoshi. Nn posso fare il check in alla guest house prima delle 12 percio' mi porta all'universita' dove una straodinaria segretaria che parla persino un comprensibile inglese mi prepara un caffe' e mi offre un delicioso dolcino ripieno di fagioli dolci.
Il mio amico Satoshi mi presnta il mega Prof. Lo conosco gia' perche' ci siamo incontrati in altre occasioni ufficiali, scambiamo quattro chiacchiere e ride vedendomi fotografare il mio primo caffe' giapponese ;-)
Ovviamente necessito di andare a fare pp ed e qui che capisco la notevole distanza culturale tra l'Europa e il Giappone: il bagno e' enorme, tutto in marmo e specchi, sul rosa e rosso, mica come quei brutti cessi che ci sono qui da noi in tutte le uni europee... E poi meraviglia delle meravigle, mi siedo a fare la mia pp su un copriwater usa e getta godendo del riscamdamento dello stesso. Quando mi alzo ho un momento di panico, nn vedo cosa alcuna che possa essere interpreta come un pulsante per lo sciacquone. Tempo 10 secondi e lui, il water, fa tutto da solo: tira l'acqua e si chiude! Sono esperienze che segnano! Current Mood: amused Current Music: Japanese
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